Coronavirus, Sassoli al Corriere: «Aiuti da Bruxelles arriveranno, il punto è che l’Italia sappia spenderli»

Scrtto da Caterina Avanza

Il Presidente @davidsassoli ha ragione.

I cittadini, imprenditori, lavoratori, disoccupati europei sentono parlare di 750 miliardi della BCE (240 per l’Italia), di 240 miliardi del Mes (36 per l’Italia), 100 miliardi di SURE per la cassa integrazione, 200 miliardi della BEI e oggi il Consiglio parlerà del Recovery Plan 500 miliardi secondo alcuni, 1500 secondo altri.

Il problema è che un artigiano oggi va in banca per chiedere un prestito garantito dallo Stato e quindi dalla BEI per pagare le bollette e non fallire e si trova davanti un vero e proprio incubo burocratico e tempi ancora molto lunghi. Il Governo deve imporre alle banche di semplificare le procedere SUBITO.

Le regioni che sono autorità di gestione per i fondi di coesione territoriale hanno a disposizione i fondi non spesi per la programmazione precedente sui quali la Commissione ha tolto i vincoli. Per l’Italia si tratta di più di un miliardo ma i sindaci non sanno come avere accesso a questi fondi.

Quindi è urgente smettere di parlare del MES si o MES no, perché nessuno ci obbliga a spendere i 36 Miliardi del MES, (ma è comodo sapere che esistono e senza condizionalità macroeconomiche) e CONCENTRARSI su come far arrivare questi fondi alla gente il più rapidamente possibile. Fare in modo che vadano in priorità a chi davvero ne ha bisogno, aiutare i sindaci in prima linea, ne abbiamo parlato ieri con Giorgio Gori che sta costruendo un fondo per venire in aiuto delle famiglie più fragili. Non è normale che il sindaco di #Bergamo debba ricorrere al crowfunding per la tenuta sociale.

In Europa si trovano i compromessi e si cerca di costruire strumenti che aiutino gli Stati membri ad ottenere liquidità a condizioni le più favorevoli possibili ma sta ai GOVERNI, alle REGIONI, alle BANCHE alle ASSICURAZIONI di tradurre questi miliardi in prestiti e contributi effettivi per le persone.

Il Presidente @davidsassoli ha ragione.

I cittadini, imprenditori, lavoratori, disoccupati europei sentono parlare di 750 miliardi della BCE (240 per l’Italia), di 240 miliardi del Mes (36 per l’Italia), 100 miliardi di SURE per la cassa integrazione, 200 miliardi della BEI e oggi il Consiglio parlerà del Recovery Plan 500 miliardi secondo alcuni, 1500 secondo altri.

Il problema è che un artigiano oggi va in banca per chiedere un prestito garantito dallo Stato e quindi dalla BEI per pagare le bollette e non fallire e si trova davanti un vero e proprio incubo burocratico e tempi ancora molto lunghi. Il Governo deve imporre alle banche di semplificare le procedere SUBITO.

Le regioni che sono autorità di gestione per i fondi di coesione territoriale hanno a disposizione i fondi non spesi per la programmazione precedente sui quali la Commissione ha tolto i vincoli. Per l’Italia si tratta di più di un miliardo ma i sindaci non sanno come avere accesso a questi fondi.

Quindi è urgente smettere di parlare del MES si o MES no, perché nessuno ci obbliga a spendere i 36 Miliardi del MES, (ma è comodo sapere che esistono e senza condizionalità macroeconomiche) e CONCENTRARSI su come far arrivare questi fondi alla gente il più rapidamente possibile. Fare in modo che vadano in priorità a chi davvero ne ha bisogno, aiutare i sindaci in prima linea, ne abbiamo parlato ieri con Giorgio Gori che sta costruendo un fondo per venire in aiuto delle famiglie più fragili. Non è normale che il sindaco di #Bergamo debba ricorrere al crowfunding per la tenuta sociale.

In Europa si trovano i compromessi e si cerca di costruire strumenti che aiutino gli Stati membri ad ottenere liquidità a condizioni le più favorevoli possibili ma sta ai GOVERNI, alle REGIONI, alle BANCHE alle ASSICURAZIONI di tradurre questi miliardi in prestiti e contributi effettivi per le persone.

Usare l’Europa come scudo è troppo comodo, perché certo quell’artigiano che esce da quella banca, è arrabbiato e la tentazione di dare la colpa all’Europa è sempre d

Usare l’Europa come scudo è troppo comodo, perché certo quell’artigiano che esce da quella banca, è arrabbiato e la tentazione di dare la colpa all’Europa è sempre  dietro l’angolo. Ma che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Qui l’intervista al Corriere della Sera a Sassoli

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