Recovery Plan

Caterina Avanza dalla Bruxelless ci informa che domani la Commissione presenterà la sua proposta per il #RecoveryPlan.

Per ora due visioni si oppongono: la proposta franco-tedesca che prevede la messa in comune di debito per gli investimenti necessari al rilancio economico, fino a 500 miliardi di euro presi in prestito sui mercati dalla Commissione con garanzia il budget UE e poi trasferiti a fondo perduto a settori e regioni più toccati dalla crisi.
E quella dei cosiddetti paesi frugali (Svezia, Danimarca, Finlandia e Austria) che si oppongono all’idea di trasferire capitali a fondo perduto, quindi si oppongono alla solidarietà europea.

La proposta della Commissione non può’ essere una semplice mediazione fra la proposta franco-tedesca e quella dei paesi frugali . Deve essere più ambiziosa perché le sfide che abbiamo davanti sono enormi: a livello di impiego, di tenuta sociale dei paesi europei, di aumento delle disuguaglianze, di sovranità industriale, sanitaria, alimentare e in materia di digitalizzazione dell’economia e di transizione ambientale.

Va ricordato ai governi di questi paesi che l’Italia contribuisce al budget UE di più di loro 4 messi insieme.

E anche se mi piange il cuore dirlo, va ricordato a questi Governi che avendo convinto la Germania, il Recovery Plan può essere fatto anche senza di loro. Giuridicamente è possibile anche se politicamente sarebbe un messaggio molto negativo. Alcune voci a Bruxelles cominciano a evocare l’ipotesi di lanciare un Recovery Plan con i paesi favorevoli, cominciando dalla proposta franco-tedesca escludendo i frugali…

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