Bavaglio alla stampa in Afghanistan

Intimidazioni, arresti, repressione. Il quadro critico denunciato da Reporter sans Frontieres

L’ultima denuncia contro le restrizioni dei diritti che il governo talebano continua a imporre alla società dell’Afghanistan riguarda la libertà di stampa e si deve alla lente di in gradimento di Reporter sans Frontieres. In febbraio, ha scritto l’organizzazione, al neonominato inviato Onu per i diritti umani Richard Bennett (Special Rapporteur), il viceministro all’Informazione Zabihullah Mujahid aveva confermato che la legge sulla stampa promulgata nel marzo 2015 era ancora in vigore. Ma poi il 28 marzo ha vietato la trasmissione sui canali privati dei mezzi di informazione internazionali Voa, Bbc e DW in lingua locale (dari, pashto e uzbeko). Il ministero si è giustificato per via di un problema… nell’abbigliamento delle giornaliste. La repressione è peggiorata “soprattutto dall’inizio del 2022 – scrive Rsf – e sta instillando un clima di paura e preoccupazione nelle redazioni”. Sono aumentate minacce e arresti arbitrari mentre la nuova intelligence talebana può vietare trasmissioni e programmi o recarsi direttamente in redazione e arrestare giornalisti o impiegati.

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