Viaggiare tra Stati Membri della Comunità Europea

In quanto cittadini dell’UE, siamo liberi di recarci in un altro Stato membro per vivere, lavorare, studiare, fare una vacanza o senza nessun motivo in particolare. È improbabile che i cittadini dell’Unione siano bloccati alle frontiere o debbano fare la fila per i controlli (in particolare nello spazio Schengen). È possibile rimanere in un altro paese dell’UE per un periodo massimo di tre mesi senza dover espletare tutte le formalità amministrative o soddisfare eventuali requisiti, eccetto quello di essere in possesso di un documento di identità o di un passaporto in corso di validità. Per molti europei recarsi all’estero per visitare i familiari o gli amici, fare turismo, dedicarsi agli acquisti, seguire un corso di lingua o andare all’opera è divenuta ormai una consuetudine.

I cittadini dell’UE possono lavorare in un altro Stato membro senza essere soggetti a limitazioni o discriminazioni (ad eccezione degli impieghi nella pubblica amministrazione). I cittadini che si spostano in un altro paese non perdono le loro prestazioni sociali (ad es. i diritti pensionistici) grazie alle norme dell’UE in materia di coordinamento della sicurezza sociale. Gli studenti dell’UE generalmente accedono agli istituti di istruzione esteri a parità di condizioni rispetto agli studenti nazionali e pagano le stesse tasse di iscrizione, a differenza di coloro che provengono da paesi terzi. Anche la differenza di prezzo per l’ingresso ai musei per i cittadini stranieri è ormai un ricordo del passato. Per i soggiorni più lunghi, la legislazione dell’UE garantisce che gli oneri amministrativi nazionali siano mantenuti al minimo necessario: i cittadini dell’UE dovranno comunque registrare la propria presenza presso le autorità nazionali competenti, ma la documentazione richiesta non dovrebbe essere eccessiva.

Cellulari (rooming in Europa)

Ricordate i tempi in cui prima di usare il cellulare in un altro paese dell’UE ci pensavamo due volte? Quando eravamo sempre in ansia per la bolletta esorbitante che rischiavamo di trovare al ritorno a casa? Per fortuna, l’Unione europea ha messo fine una volta per tutte al discutibile comportamento delle compagnie che addebitavano costi eccessivi ai consumatori per le telefonate al cellulare, per gli sms e per i servizi internet come l’email, con tariffe di roaming elevate.

Grazie alla legislazione dell’UE possiamo ora usare il roaming alla tariffa nazionale. Ciò significa che non c’è più differenza tra l’utilizzo del cellulare nel proprio paese e in un altro paese dell’UE. La battaglia politica per ottenere questo risultato è stata lunga e difficile, ma la perseveranza delle istituzioni dell’UE ha permesso che dal 15 giugno 2017 il roaming alla tariffa nazionale diventasse realtà nell’UE. I prezzi del roaming sono diminuiti drasticamente, con un calo del 90 % dal 2007, anno in cui sono entrati in vigore i primi regolamenti dell’UE sul roaming.

I vantaggi per gli utenti sono molteplici: per esempio, è possibile chiamare da casa una persona che si trova in un altro paese dell’UE, telefonare a casa mentre si è all’estero per lavoro o in vacanza o raggiungere il proprio partner per decidere dove andare a cena in una città straniera. Potete inviare un sms o un’email, scaricare una mappa della zona, utilizzare la navigazione satellitare, trovare un museo, cercare un locale o guardare un film mentre siete in viaggio, caricare fotografie sul cloud e condividerle in tempo reale con gli amici: insomma, grazie alle misure adottate dall’UE siete sempre connessi.

Studenti Europei

I nostri Ragazzi, i nostri studenti sono più che mai incoraggiati a trascorrere un periodo di studio in uno dei Paesi dell’Unione Europea. A tale riguardo, il programma di scambio Erasmus dell’UE è una fonte importante di sostegno, poiché consente di studiare all’estero per un periodo da 3 a 12 mesi. Studiare anche all’estero è un modo per conoscere consuetudini e culture diverse. E’ un metodo per creare i nuovi cittadini europei, persone che sentiranno appartenenti ad una stessa nazione.

Ma non solo universitari

Il numero di anni trascorsi a scuola, le materie di studio, gli esami: tutti questi aspetti variano da un paese all’altro: dopo tutto ciascun paese ha le proprie tradizioni.

Ciò premesso, va sottolineato che le scuole dislocate in diverse parti d’Europa condividono molteplici sfide. L’UE riunisce gli insegnanti e le altre persone che operano nel campo dell’istruzione per discutere su come affrontare problemi quali l’abbandono scolastico prematuro oppure su come garantire che, a conclusione del loro ciclo di studi, i giovani siano dotati delle competenze adatte per trovare un impiego. L’Unione, ad esempio, finanzia iniziative volte a insegnare la programmazione informatica nelle scuole.

Si può dire che tutti o quasi abbiano sentito parlare dell’Erasmus, il programma di scambio per studenti universitari creato dall’UE, che offre anche scambi per gli studenti della scuola secondaria, di una durata massima di un anno. Nel 2016 vi hanno partecipato circa 100 000 alunni: un numero relativamente basso rispetto al totale dei 40 milioni di studenti dell’intera Unione, ma che è destinato a crescere. Per coloro che invece non partecipano a uno scambio, l’UE ha messo a punto siti web quali il portale “eTwinning”, che consentono alle scuole di diversi paesi di realizzare progetti congiunti. Questa è una grande opportunità per gli adolescenti di tutta Europa che possono così conoscere altri studenti collaborando per svolgere compiti condivisi.

Cos’ha fatto l’Europa per la mia Regione Liguria?

Regione tra le più piccole d’Italia, la Liguria è uno scrigno di bellezze storiche e naturalistiche. Il suo clima mite, le sue innumerevoli bellezze paesaggistiche, come le Cinque Terre, Portofino, Santa Margherita Ligure, e i suoi parchi naturali, sono solo alcune delle attrattive di una regione ricca di storia marinara, palazzi, giardini, antichi borghi e chiese. La Liguria vanta un PIL pro-capite al di sopra della media nazionale con un’economia che si basa sul comparto portuale, l’edilizia, le telecomunicazioni, l’automazione industriale, le apparecchiature biomediche, oltre che sulla cantieristica e componentistica navale. Nel settore agricolo riveste particolare importanza la coltivazione dei fiori.

L’apporto dell’Unione europea a livello regionale – esempi

La sicurezza e sostenibilità del trasporto marittimo sono particolarmente sentite in questa regione protesa verso il mare, in cui le attività portuali rivestono un ruolo economico di primo piano. L’UE favorisce e finanzia la cooperazione transfrontaliera in tale ambito, come ad esempio con il progetto Venti e Porti (circa 1,4 milioni di euro di fondi UE) che, attraverso una sinergia tra la Corsica, la Liguria e la Toscana, ha creato una piattaforma di misurazione e monitoraggio dei venti in tempo reale per la pianificazione e l’assistenza del traffico portuale.

L’agenda digitale è una delle priorità dell’UE, che ha voluto una serie di iniziative quali il miglioramento della connettività per i cittadini. In Liguria tra il 2009 e il 2014 l’UE ha erogato complessivamente più di 7 milioni di euro per servizi relativi alla diffusione della banda larga.

La tutela della biodiversità marina in Liguria è una necessità data l’importanza del mare anche a fini turistici. Con il fondo LIFE, l’UE sostiene iniziative volte a salvare specie in via di estinzione, come nel caso del progetto RE.LIFE volto a reintrodurre nel parco delle Cinque Terre la Patella ferruginea, un invertebrato in via di estinzione, con l’apporto di fondi europei per quasi 750.000 euro.

Su Sanremo l’Europa ha contributo con fondi nel recupero di via Matteotti in pieno centro, il cuore turistico dello shopping, ha contribuito al recupero del centro storico in particolare del Palazzo delle Rivolte, il finanziamento per la realizzazione della ciclabile