L’energia, nel linguaggio della scienza, è la capacità che una forza ha di compiere un lavoro su un sistema per farlo muovere. La massima produzione possibile di energia si ha quando la forza agisce nella stessa direzione e nello stesso verso di quel movimento.
Dunque il movimento, declinato nella politica e nella vita pubblica, sarebbe sterile senza una “direzione”, una strategia.
Avere una direzione vuol dire essere radicalmente alternativi alla fase populista della politica italiana, che eleva il tatticismo a strategia, che è indifferente ai valori, che non è né di destra né di sinistra, che annebbia passato e futuro in un eterno presente.
Energia democratica significa mettersi in cammino per le ragioni del riformismo. Significa scegliere di farlo nel campo dei progressisti in un grande partito plurale: il Partito Democratico di cui vogliamo far vivere la vocazione maggioritaria.
Energia democratica nasce contro corrente: per aggregare proprio nel momento in cui il campo riformista è attraversato da spinte centrifughe, per ribadire le ragioni costitutive di un riformismo radicale proprio quando un’anomala alleanza di governo rischia di farcele dimenticare.
Ci battiamo per un’Italia green e fortemente europeista, consapevole di poter essere grande solo in una società aperta, e per un’Italia intelligente che investe in formazione, conoscenza e innovazione declinando al futuro il nostro immenso patrimonio naturale, umano e culturale. Per un paese che scommetta sulla sostenibilità. Per un’Italia che sappia valorizzare i talenti e le competenze costruendo pari opportunità.

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