“Mi hanno anche dato un calcio in faccia. Mi picchiavano così forte che non sarei morto, ma anche così che non potessi più muovermi”

Cosi racconta Zamglai Starostynsky della regione di Chernihiv al media Suspilne della sua prigionia.

L’uomo è stato rapito il 23 marzo. E’ stato prigioniero per un giorno e mezzo, durante questo tempo non gli hanno dato da mangiare.

Lo tenevano nei sotterranei della scuola e lo torturavano per ottenere l’informazione sulle unità delle Forze Armate dell’Ucraina.

Secondo lui, il primo interrogatorio è stato il peggiore: gli davano i calci ai reni, al fegato e al viso, minacciando di tagliargli le dita e ucciderlo. Durante il secondo interrogatorio loro picchiavano le sue orecchie, il sangue gli usciva dal fianco sinistro. Cercavano di costringerlo a scrivere la lista con i nomi degli attivisti filo ucraini.

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