L’esercito russo ha distrutto una chiesa del 19° secolo nella regione di Kyiv.

Durante l’occupazione della regione di Kyiv, l’esercito russo ha sistematicamente distrutto il patrimonio storico. Nel villaggio di Zavorychi, i russi hanno bruciato decisamente la Chiesa di San Giorgio del 1873, sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale.

Il viaggiatore e storico locale Roman Malenkov dice: “Zavorychi è uno degli insediamenti più antichi dell’Ucraina. Si ritiene che sia stato fondato dal Principe Vladimir nel 980. La chiesa fu costruita qui nel 1873 e il 7 marzo 2022 è stata completamente bruciata dagli invasori russi. Solo le fondamenta e un mucchio di ferro bruciato dal tetto sono rimasti”.

Piu in generale in Ucraina sono almeno 53 i siti culturali danneggiati o parzialmente distrutti dall’inizio dell’invasione russa. Quattro musei, tra cui quello di storia locale nella regione di Kiev e il museo d’Arte a Kharkiv. Quattro monumenti, 29 chiese e 16 edifici storici, incluso il celebre Teatro dell’opera e del balletto a Kiev. Tra i siti danneggiati, una dozzina quelli nella regione orientale di Kharkiv, cinque a Kiev e altri cinque a Chernihiv, dove la situazione è particolarmente critica. La città nel nord ucraino, costellata di chiese e monasteri risalenti al X al XIX secolo, tra cui la chiesa di Sainte-Catherine (uno dei sette siti dell’Ucraina riconosciuti patrimonio mondiale dall’Unesco) è infatti tra le più antiche del Paese.

La recente divulgazione dell’elenco è solo l’ultimo dei pressing che l’organizzazione delle Nazioni Unite indirizza a Putin: “Qualsiasi violazione delle norme vedrà i perpetratori portati alla responsabilità internazionale”, ha dichiarato la direttrice generale Audrey Azoulay sottolineando alla Russia gli obblighi della Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e i suoi due protocolli (1954 e 1999). Un avvertimento che diventa minaccia nelle dichiarazioni del ministro della cultura ucraino: “Ho registrato 135 casi di crimini contro il patrimonio culturale dell’Ucraina commessi dalle truppe russe dall’inizio della guerra”.

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