L’INUTILE RETORICA NAZIONALISTA DELLA GRANDE GUERRA

Di Fabio Casalini

Un secolo addietro, poco più, l’Italia entrò in guerra nel primo grande conflitto mondiale. Oggi, tutti i protagonisti sono morti. Ma non è morta, e forse mai morirà, la retorica nazionalista che mistifica la verità. L’ufficialità afferma che la “grande guerra è stato un passaggio fondamentale nel processo di costruzione del nostro Paese, perché è nell’affratellamento delle trincee il primo momento vero in cui si sono “fatti gli italiani” (così l’allora sottosegretario Paolo Peluffo)”. Una tesi vuota e stantia. Purtroppo, la Grande Guerra ha inciso la carne stessa delle centinaia di migliaia di vittime, mutilati, feriti, prigionieri (terribile fu la sorte dei prigionieri italiani, che non ebbero dal nostro governo alcun sostegno materiale, perché considerati vili o disertori). La guerra ha colpito chi l’ha combattuta allo stesso modo delle famiglie a cui queste persone sono state sottratte per essere restituite cadaveri, o non essere restituite affatto; o restituite a volte con devastazioni fisiche e psicologiche inimmaginabili. Perché nella I guerra mondiale tutti gli strumenti di distruzione disponibili (gas, mitragliatori, aerei, artiglieria, lanciafiamme, proiettili dum-dum, sommergibili) furono utilizzati su larga scala e senza limiti. Proviamo a stimare le perdite che la Prima Guerra mondiale causò.La stima del numero totale di vittime della prima guerra mondiale non è determinabile con certezza e varia molto: le cifre più accettate parlano di un totale, tra militari e civili, compreso tra 15 milioni e più di 17 milioni di morti, con le stime più alte che arrivano fino a 65 milioni di morti includendo nell’insieme anche le vittime mondiali della influenza spagnola del 1918-1919. Il totale delle perdite causate dal conflitto si può stimare a più di 37 milioni, contando più di 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati, sia militari che civili, cifra che fa della “Grande Guerra” uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana.Il numero dei militari uccisi nel conflitto viene di solito stimato tra gli 8 milioni e mezzo e più di 9 milioni, con le stime più alte che arrivano oltre i 12 milioni e mezzo; le potenze Alleate ebbero all’incirca tra i 5 e i 6 milioni di soldati uccisi, mentre gli Imperi centraliebbero più di 4 milioni di caduti militari. Le stime sui morti civili, causati sia direttamente dalle azioni belliche che da cause collegate come malattie, malnutrizione e incidenti vari, sono molto più difficili da calcolare, variando da un minimo di 5 milioni a quasi 13 milioni con valori medi attestati tra i 6 milioni e mezzo (una delle cifre generalmente più accettate) e i 9 milioni: il calcolo delle morti civili varia molto a seconda che si consideri nel computo una parte più o meno ampia delle vittime causate da eventi correlati al conflitto ma non ricompresi totalmente in esso, come la guerra civile russa o il genocidio armeno.

➡️Bibliografia

Valerio Gigante, Luca Koccie e Sergio Tanzarella, La grande menzogna. Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla I guerra mondiale, Ed. Dissensi, Viareggio 2015 Rainews, intervista con gli autori della libro La grande menzogna. Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla I guerra mondiale, Ed. Dissensi, Viareggio 2015 The War Office, Statistics of the Military Effort of the British Empire During the Great War 1914–1920, Naval & Military Press, 1922

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