I bambini il lockdown

Francesco ha 9 anni, frequenta la scuola primaria a Torino.
Ha disegnato tutta la sua classe e l’ha mandata ai suoi compagni, scrivendo: “visto che quest’anno non possiamo fare la foto di classe, ci ho pensato io”.

Questo virus non ha permesso a tanti bambini di abbracciarsi e condividere momenti di socialità, elementi fondamentali quanto l’apprendimento.
Quando ho ricevuto questa foto, però, ho anche pensato alla loro capacità di dare risposte alle abitudini compromesse dall’obbligo di distanziamento sociale.

In queste ore, con il Comitato di esperti guidato dal Prof. Bianchi e gli enti locali, stiamo immaginando tre differenti scenari per il rientro, a seconda dell’andamento dell’epidemia. Siamo consapevoli che i più piccoli hanno assolutamente bisogno di recuperare le relazioni in presenza: per permetterlo pensiamo a gruppi più piccoli, con più attività da affiancare a quelle ordinarie come musica, arte, sport, creatività digitale e laboratori, da svolgere anche in altri spazi.

F.to Anna Ascani

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