‎“ANNA PARDINI, LA PIÙ PICCOLA DEI TANTI BAMBINI CHE LA GUERRA HA QUI STRAPPATO DAI ‎GIROTONDI”

Di Fabio Casalini

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema fu un crimine commesso dai soldati nazisti della 16. SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS”, comandata dal generale (Gruppenführer) Max Simon e dagli austriaci, iniziato all’alba del 12 agosto 1944 a Mulina e concluso nel tardo pomeriggio a Valdicastello Carducci e Capezzano Monte.Come accertò la magistratura militare italiana non si trattò di rappresaglia (ovvero di un crimine compiuto in risposta a una determinata azione del nemico): come è emerso dalle indagini infatti, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.Un episodio rappresentativo della ferocia nazifascista fu il massacro della famiglia di Antonio Tucci, ufficiale di marina che lavorava a Livorno, ma originario di Foligno, che aveva condotto la sua famiglia a Sant’Anna di Stazzema reputandola luogo sicuro. In questa strage morirono gli otto figli (la cui età andava dai pochi mesi ai 15 anni) e la moglie. Si salvò solo lo stesso Antonio Tucci, che quel giorno era lontano da casa e rientrò il giorno successivo; secondo alcuni testimoni, l’uomo, in preda alla disperazione, cercò di gettarsi tra le fiamme che ancora ardevano nella piazzetta del paese per morire assieme ai suoi cari e fu necessario trattenerlo con la forza.Se dovesse, invece, esistere un simbolo di questa strage nazifascista, sarebbe rappresentato dalla vittima più giovane, Anna Pardini, che aveva solo 20 giorni (23 luglio-12 agosto 1944). La piccola, gravemente ferita, fu rinvenuta agonizzante dalla sorella maggiore Cesira, Medaglia d’Oro al Merito Civile, miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell’ospedale di Valdicastello.

➡️Il virgolettato iniziale è tratto dallo spettacolo “Il paese della vergogna” di Daniele Bianchessi realizzato con il gruppo musicale Gang.

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