Referendum sulla Giustizia di domenica prossima: la parola ai sindaci dei principali centri della provincia

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Alberto Biancheri, (Sanremo): “Penso che i quesiti referendari non stiano trovando un grande interesse nell’opinione pubblica sia perché afferiscono a una tematica molto tecnica, sia perché propongono soluzioni non prive di molte controindicazioni. In questo senso il mancato raggiungimento del quorum potrebbe rappresentare una risposta a queste problematiche. Non mi sento di dare indicazioni di voto. Mi limito a rappresentare a livello personale la mia contrarietà al quesito legato alla legge Severino, si potrebbe anche rivedere in alcune sue parti ma non abrogare. Credo che l’automatismo debba rimanere con chi si macchia di reati gravi contro lo Stato. Per quanto riguarda invece la misura cautelare, penso che si sarebbe anche potuti essere d’accordo in linea di principio se i casi specifici fossero stati individuati e specificati meglio, perché ci sono reati non violenti che sono ugualmente molto gravi”.

Claudio Scajola (Imperia): “Io andrò a votare come ho sempre fatto sui referendum perché ritengo che l’espressione del voto è una vittoria del popolo contro i regimi. Si va a votare, poi uno vota come vuole. Voterò si perché ritengo che sia necessario uno scossone ad un sistema che ha bisogno di ulteriori aggiustamenti“. 

Mario Conio (Taggia): “Trovo sia necessaria una riforma del sistema referendario, se vogliamo mettere i cittadini nella condizione di poter esprimere il loro giudizio dobbiamo avere il coraggio di dare ampia visibilità e diffusione. Mai come in questa tornata pare che ci sia un tentativo di tenere quanto più sotto traccia il quesito referendario. Per il voto lascio assoluta libertà di coscienza, sto seguendo a fatica i dibattiti degli ultimi giorni per farmi un’idea, non mi sento di esprimere un giudizio. Ero orientato verso un ‘sì’ convinto ma devo dire che anche le ragioni del ‘no’ meritano attenzione”.

partecipazione e l’invito che posso fare è quello di recarsi alle urne ed esprimere il proprio voto”.

Gaetano Scullino (Ventimiglia): “I referendum abrogativi sono una cosa molto complessa, io sono per i referendum confermativi, propositivi. La questione del quorum mette in condizione che questi referendum non arrivino a risultato”.

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